Chi sono

Laetitia Farellacci (1977) è una fotografa italofrancese la cui ricerca si sviluppa da oltre venticinque anni come spazio di esplorazione personale e visiva.

Laetitia Farellacci, ritratto

Cresciuta nel silenzio della camera oscura, ha attraversato diversi linguaggi fotografici fino a trovare nell’autoritratto e nelle forme della natura il proprio territorio espressivo. La sua pratica indaga temi legati alle radici, all’identità e alla memoria, aprendosi progressivamente a una visione in cui la separazione tra soggetto e mondo si attenua.

Le sue origini corse hanno profondamente influenzato la sua sensibilità: l’isola in cui è cresciuta fino all’adolescenza continua a permeare il suo lavoro attraverso atmosfere, contrasti, luce e materia.

L’autoritratto diventa per lei uno spazio istintivo di sperimentazione, in cui il corpo è strumento di ascolto e di attraversamento. Ogni progetto nasce da un processo di percezione e trasformazione interiore che si traduce in una narrazione visiva capace di andare oltre il racconto individuale, aprendo a una dimensione più ampia e condivisa dell’esperienza.

Dichiarazione d’artista

La ricerca fotografica di Laetitia Farellacci nasce da una “pratica di presenza”. La fotografia, soprattutto attraverso l’autoritratto, diventa uno spazio di attraversamento in cui il corpo che diventa soggetto è anche un “luogo di ascolto, trasformazione e resa”. Il lavoro si concentra su ciò che accade quando le definizioni precostituite si allentano e la forma si fa permeabile.

La sua pratica indaga la relazione tra corpo, tempo e materia, esplorando momenti in cui il soggetto sospende l’affermazione di sé e si lascia attraversare dall’esperienza.

La fotografia è una soglia: un gesto che accoglie il cambiamento, l’impermanenza e la perdita di controllo.

Ogni immagine è la traccia di un’esperienza vissuta, un esercizio di consapevolezza che invita a deporre ruoli, narrazioni personali e aspettative. Il corpo, inteso come presenza temporanea, può perdere centralità fino a farsi impronta, disfarsi della materia originaria, lasciando spazio a una relazione più ampia tra presenza, tempo ed esperienza.

In questo dialogo tra interno ed esterno, la fotografia è un modo di interrogare lo stare al mondo come movimento continuo.

Non il “cosa”, ma il “come”. Non l’immagine, ma la qualità della presenza che la attraversa.

Mostre collettive

  • 2026 — Human Nature - spazi, identità, trasformazioni — galleria Still Fotografia, Milano
  • 2023 — New Renaissance - I De Pace’s — 18ª edizione Milano Photofestival, Oreno di Vimercate
  • 2023 — ImageNation Paris — galerie Joseph, Paris
  • 2022 — ImageNation Milan — Fondazione Luciana Matalon, Milano

Premi

  • 2025 — Tokyo International Foto Awards — Gold Medal, categoria «Nude»
  • 2025 — Budapest International Foto Awards — Silver Medal, categoria «Nude»
  • 2025 — Black and White International Photo Awards — Gold Medal, categoria «Nude»
  • 2025 — International Photo Awards — honorable mention, categoria «Nude»
  • 2025 — Fine Art Photo Awards — nominee, categoria «Nude»
  • 2025 — Fine Art Photo Awards — nominee, categoria «Fine Art»
  • 2023 — Tokyo International Foto Awards — honorable mention
  • 2023 — Budapest International Foto Awards — honorable mention
  • 2023 — 20th Julia Margaret Cameron Awards — honorable mention, categoria «Nude»
  • 2023 — ReFocus Awards - color photo contest — nominee, categoria «Fine Art»
  • 2023 — 19th Pollux Awards — honorable mention, categoria «Nude»
  • 2023 — Fine Art Photo Awards — nominee, categoria «Nude»
  • 2022 — Fine Art Photo Awards — nominee, categoria «Nude»