Panta Rei - orizzontalità transitoria
Panta Rei esplora la transitorietà del corpo e la sua relazione con il tempo e la materia.



Le fotografie e gli autoritratti diventano spazi di attraversamento, in cui il soggetto si apre al cambiamento e si lascia attraversare dal fluire della vita. Ogni immagine è una traccia del passaggio umano, un frammento di consapevolezza che invita a deporre ruoli, narrazioni e definizioni fisse.


Il progetto nasce dall’intenzione di osservare come il corpo possa fondersi con ciò che lo circonda, anche con superfici segnate dal tempo o dall’uso, trasformandole in estensioni del suo gesto. Il corpo si dissolve fino a diventare impronta, mentre le texture e le materie diventano un dialogo con l’energia e la presenza temporanea di chi le attraversa.





Come pitture rupestri o affreschi, le immagini sono testimoni effimere del cambiamento e della metamorfosi, promemoria della caducità e della responsabilità di abitare il mondo in consapevolezza. Il progetto invita a interrogarsi sul modo in cui viviamo e lasciamo traccia, sulla qualità del nostro passaggio, sul come ci mostriamo al mondo, più che sul cosa produciamo.



